La Cgil: "Evitati oltre mille licenziamenti"

Gubbio-Gualdo

La Cgil: "Evitati oltre mille licenziamenti"

18.08.2014 - 10:44

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"Per circa 1038 persone dipendenti di circa 245 aziende del territorio Eugubino-Gualdese e della fascia appenninica si è evitato che fossero licenziate per effetto della volontà del Governo di chiudere la possibilità di utilizzare l’ammortizzatore sociale cig in deroga".

Lo dice la Cgil Alta Umbria in una nota a firma di Alessandro Piergentili. "C’è voluta la mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil sia a Perugia sia a Roma insieme all’azione della Regione per evitare che ciò avvenisse.
E’ stato ottenuto un risultato parziale - viene argomentato in una nota - lo stesso decreto del 1 agosto contiene dei punti critici, rimangono molte incertezze e sono necessari altri finanziamenti, ma almeno la copertura per 11 mesi nel 2014 ha evitato il peggio. Certo ancora per i lavoratori che non percepiscono reddito dal gennaio, sarà una sofferenza indicibile, ma dobbiamo, come organizzazioni sindacali dare la speranza che con la mobilitazione e la lotta, si possono ottenere risultati, anche se parziali.
La situziane del territorio rimane pesante, lo stillicidio delle lettere di preavviso di licenziamento dei dipendenti dell’A. Merloni che stanno arrivando in questi giorni, il licenziamento dei 28 dipendenti dell’Edilcemento, ( erano ben altre le prospettive quando fu rilevata dal fallimento, con la presenza di altri acquirenti, dal gruppo Colacem) la sempre più incerta prospettiva dei 18 dipendenti della Sirio Ecologica, i licenziamenti in altre aziende legate all’edilizia, alla ceramica e ai trasporti ci consegnano una situazione territoriale sempre più preoccupante e grave.
Il lavoro, le prospettive occupazionali sono le vere emergenze che in questo territorio rappresentano le urgenze da affrontare, così come in Italia, altro che il ritornello sulle regole e/o sul’art.18.
Il sistema delle imprese e gli stessi imprenditori sono fermi, stabili, senza una capacità d’investimento sui prodotti propri, ma quello che preoccupa non ci sono programmi d’investimenti per il breve/medio periodo, anzi c’è la chiusura di attività.
Possiamo gioire dal fatto che ci sono aziende che saranno quotate in borsa, ma sul piano occupazionale, non c’e da festeggiare e non ci sono novità importanti.
Andando di questo passo c’è non solo il rischio di un accartocciamento della situazione sociale ed economica del territorio, ma rischiamo di subire una nuova ondata di emigrazione: verso dove, non si sa.
L’iniziativa dei sindaci, che opportunamente in maniera compatta stanno proponendo un terreno di confronto e di proposte condivise, nei confronti della Regione, del Governo e un modello per accedere alle opportunità fornite dalle azioni della Comunità Europea, è da salutare positivamente e da condividere.
Come organizzazioni sindacali siamo disponibili anche ad azioni, concertate con le stesse amministrazioni Comunali, di sostegno.
Oltre ai temi indicati dalla riunione dei sindaci che opportunamente hanno di nuovo posto il problema dell’identificazione di questo territorio come area interna, evitando equilibrismi da parte di rappresentanti politici, proponiamo con forza, com’è scaturito dall’incontro con il vice ministro De Vincenti, di agire con la massima sollecitudine e fermezza, rispetto all'accordo di programma dell’A. Merloni.  Che cosa facciamo con l’accordo di programma? Siamo di fronte ad un fallimento?
Noi non ci stiamo. Le responsabilità di questo immobilismo devono venire fuori tutte, per capire che cosa si può fare immediatamente, per attrarre investimenti e opportunità d’imprese e di lavoro, attraverso gli interventi previsti dall’accordo.
E’ necessario agire in tempi rapidi, dando una svolta alla reale efficacia delle misure previste, altrimenti rischiamo che una valanga di disagio sociale ci sommergerà e non ci sarà alibi per nessuno. Sono necessari interventi ed azioni ad dalle associazioni delle imprese, ad iniziare da Confindustria, per costruire opportunità di lavoro. E’ necessario che si adottino provvedimenti da parte della Regione che vanno nel senso di dare risposta al tema del lavoro che nella nostra Regione sta diventando l’obiettivo prioritario. Su questi temi come organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil dobbiamo mantenere un forte spirito unitario per dare certezze e speranza ai lavoratori e alle lavoratrici".

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