Intervista a Massimo Ranieri: "Quando si passa per il Due Mondi si rimane sempre legati a Spoleto"

Intervista a Massimo Ranieri: "Quando si passa per il Due Mondi si rimane sempre legati a Spoleto"

Il cantante attore in piazza Duomo venerdì per la 670esima rappresentazione del suo show "Canto perché non so nuotare...da 500 repliche"

28.08.2012 - 10:47

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Tutto cominciò quando il padre lo prese per mano e gli disse: "Un uomo può vestire pure di stracci ma avrà dignità solo se ha le scarpe pulite". Parole quasi magiche che da un anonimo Giovanni Calone lo fecero diventare Massimo Ranieri. A distanza di tempo quella frase non è finita al vento, ma ha dato vita a uno show: "Canto perché non so nuotare...da 500 repliche!". Lo spettacolo va avanti da sette anni, quattro stagioni, registra 2 milioni di spettatori e farà proprio la sua 670esima replica a Spoleto, venerdì 31 agosto, in piazza Duomo alle 21,30. "Chi passa per il Festival dei Due Mondi - racconta Ranieri - quando torna a Spoleto ha un'emozione in più. Io ho debuttato al Festival in passato ed è stata un'esperienza importante che mi lega molto alla città".
Ranieri, nell'era Ferrara tornerebbe volentieri al Due Mondi?
"Con grande piacere, penso che sia una gestione all'altezza del compito".
Il suo show ha il pregio, condiviso da pubblico e critica, di rinnovarsi continuamente. Ha un segreto?
"Viene dal cuore. E' pensato, voluto e fatto con il cuore".
Ed è per questo che lo dedica alle donne?
"Sì, e lo dedico loro concretamente: all'orchestra e al balletto di sole donne ho anche unito tre formidabili giovani voci femminili".
Anche il pubblico è composto in gran parte da quote rosa...
"Sì, inevitabile. Il 70 per cento sono donne e il 30 per cento mariti o fidanzati al loro fianco".
Lei canta, balla e torna indietro nel tempo, "alle scarpe lucide". C'è tanta voglia di immergersi nel passato nella gente. E' così?
"Il passato rappresenta una garanzia in un momento di crisi. E poi, noi over 50, siamo una conferma di questo valore, i giovani stessi ce lo riconoscono".
Il fulcro è, e rimane, la canzone: un repertorio vastissimo. Come ha scelto i brani?
"Ho voluto inserire dai classici napoletani al cantautorato italiano, Battisti, Lauzzi, Endrigo, Battiato, Paoli, Rossi. Ma ho scelto di cantare solo le cose in cui mi ritrovo".
Sul palcoscenico ha accanto anche altri artisti...
"Un giovanissimo ballerino di tip tap, Federico Pisano, che porta in scena i sogni di Giovanni Calone bambino, e poi c'è un cantante senegalese, con cui collaboro da tempo, Badarà Seck".
Sono sette anni che va avanti lo show, cosa vuol fare in futuro?
"Continuerò a fare questo spettacolo".

Sabrina Busiri Vici  

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