Sting infiamma l'arena. Umbria Jazz chiude con un milione di incassi

Tracciato il bilancio con un duro attacco al ministero dei Beni culturali che ha negato i finanziamenti. Per il prossimo anno non è esclusa un'edizione itinerante ma più che a Terni il patron Carlo Pagnotta pensa ad Assisi

01.10.2012 - 10:18

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PERUGIA - Voce inconfondibile, la sua. Sound incal-zante, non per niente è nato bassista. Band all'altezza e pubblico pure. Miscela perfetta quella che ieri sera grazie a Sting ha chiuso l'edizione numero 39 di Uj. Per molti un amarcord del memorabile concerto al Curi con Gil Evans, sicuramente per Sting: "Dedico il concerto al mio padre artistico Gil Evans. Con lui sono stato qui 25 anni fa e ho un grande ricordo di questa città" ha detto in perfetto italiano prima di iniziare a suonare.
Maglietta bianca,mu-scoli oltre maglietta, Sting ha attaccato con "If I ever lose my faith in you". Tutti a battere il tempo. Poi è stata la volta di "Every things she does is magic" e la mente va ai Police. Quindi "English man in Ny". Un crescendo fin dall'inizio. A indicare la direttrice di uno show indimenticabile, senza pause, fatto solo di musica e terminato con tre bis.
L'intensa ultima giornata di Uj 2012 era peraltro iniziata in mattinata con una "densa" conferenza stampa di bilancio. Nell'anno del ridimensionamento Umbria Jazz regge, e si prepara a un'edizione, quella del 2013, che potrebbe riportarla in giro per le città della regione. Un ritorno all'antico auspicato dalla governatrice Catiuscia Marini e che tra un "vedremo" e l'altro il patron Carlo Pagnotta non si sente di escludere."Fare qualcosa a Terni? Potrebbe sembrare una provocazione, ma chissà. Di sicurose davvero usciremo da Perugia il primo pensiero andrà ad Assisi", ha detto ieri in occasione della conferenza stampa di bilancio della manifestazione.
Ragione chiara, facile da evincere dalla parole del sindaco perugino Wladimiro Boccali: "Se tutto va bene il prossimo anno useremo Umbria Jazz come rampa di lancio per la candidatura di Perugi Assisi a capitale europea della cultura 2019". E quella del 2013 non sarà un'edizione qualsiasi, perché cadrà a quarant'anni tondi dalla prima. "Nonostante i venti di crisi confermeremo senza dubbio il nostro sostegno economico", ha garantito il presidente della Regione, "e ci muoveremo per coinvolgere altri grandi sponsor privati che possano dare solidità anche in prospettiva".
Attacco al ministro Non solo. Marini e Boccali annunciano battaglia per convincere il ministero dei Beni Culturali a riconoscere a Umbria Jazz il valore che ha, e a tirar fuori i soldi che si ostina a non voler tirar fuori. "Abbiamo già scritto una lettera al ministro Ornaghi che per il momento non ha avuto risposta", ha spiegato la Marini. "Adesso mobiliteremo anche i nostri parlamentari, perché stiamo parlando della più importante rassegna italiana del settore, per presenze, pubblico pagante e indotto. Altro che i mille piccoli festival di poco conto foraggiati con risorse del governo". Caustico Pagnotta: "Qualcuno a dire il vero dal ministero ha risposto. Si tratta di tale Nastasi (Salvatore, il capo di gabinetto, ndr.), che c'ha detto che finché ci sarà lui al jazz non andrà un euro perché il jazz non fa parte della cultura italiana. Pensate in che mani siamo". Quanto ai numeri confortano chi nutriva dubbi sulla tenuta della manifestazione.
I conti tornano A fronte degli 80 concerti in meno rispetto ai 260 del 2011, infatti, l'incasso totale ha registrato un calo piuttosto contenuto: un milione d'euro quest'anno, circa un milione e duecentomila dodici mesi fa. Discorso simile per i paganti: 23mila contro 30mila. Nessun tracollo, insomma. In proporzione, anzi, le cose sono andate pure un po' meglio dell'anno scorso. Di sicuro quello di Umbria Jazz 2012 è stato un crescendo, con una partenza un po' sotto tono e una seconda parte quasi straripante di gente.
I momenti da ricordare? Due, secondo Boccali. "Senz'altro Dj Ralf che ha riempito il centro, secondo i nostri dati con più di 35mila persone: chiunque capisce di musica sa che la sua esibizione, ricca di citazioni e intrusioni eccellenti, è stata in assoluta sintonia con lo spirito della manifestazione". E poi Sonny Rollins, a cui lo stesso primo cittadino giovedì mattina ha consegnato il baiocco d'oro: "Un autentico sprazzo di luce, per me". Proprio lui, Sonny Rollins, è il primo grande nome già confermato per il 2013. Quando, per festeggiare il quarantennale, avrà due ospiti d'eccezione quali Paolo Fresu ed EnricoRava. Chissà che non tocchi a loro suonare all'auditorium di San Francesco al Prato, che il prossimo anno di questi tempi non sarà ancora pronto, ma in un modo o nell'altro almeno un concerto lo ospiterà. "Fermeremo il cantiere per una decina di giorni", ha detto Boccali, che ha annunciato anche altre probabili novità riguardo ai luoghi della manifestazione.
La battaglia delle date Infine, spazio anche per una stoccata al Festival dei Due Mondi. "Le nostre date per il 2013", ha detto Pagnotta, "sono già decise: 5-14 luglio. Nel 2010, per evitare i Mondiali di calcio, Giorgio Ferrara cambiò le sue in extremis, a marzo, segno che un po' di elasticità, quando credono, ce l'hanno. Detto ciò, ognuno cerca di fare le proprie cose nel migliore dei modi. Certo, quando da Spoleto m'hanno chiesto di spostare il concerto di Sting non ho potuto evitare di farmi una gran risata".

Giovanni Dozzini

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