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Giovedì 23 Febbraio 2017 | 10:19

Città della Pieve

Padre disperato occupa una casa popolare: "Aiutate la mia famiglia"

Padre disperato occupa una casa popolare: "Aiutate la mia famiglia"

Ventinove anni, senza lavoro, un figlio di 4 anni e la moglie incinta del secondo. Il 23 dicembre ha occupato una casa popolare a Villa Strada. Per chiedere aiuto. Per richiamare l’attenzione, si giustifica.
Lo sa e lo ammette Antonio - lo chiameremo così - che è illegale. Ma è convinto in tutta buona fede di non aver avuto altra scelta. Dallo scorso 23 dicembre ha occupato un’abitazione a Villa Strada di Città della Pieve. “Lo so è illegale ma dovevo pure pensare alla mia famiglia: che devo fare? Devo andare a rubare?”. In due, lui e la sua compagna, non fanno 60 anni, girano su una vecchia auto fuori modello e tengono per mano un bimbo di 4 anni che ti guarda dritto negli occhi. La pancia ancora non si vede ma la fatica negli occhi della giovane mamma ti arriva tutta. In questi giorni di gelo e temperature sotto zero si stringono in quella casa “rubata”, in un’unica stanza, quella della cucina, e si scaldano con una stufetta a gas. Al secondo piano non ci sono mai andati: “A noi ci basta di sotto, non è casa nostra...”. La luce è un regalo dei vicini: una numerosa e vivace comunità magrebina con tanti bambini che divide un appartamento in quindici persone. Per qualche giorno l’acqua era stato un regalo di Natale dell’ex inquilino dell’appartamento che si era messo una mano sul cuore, ma la scorsa settimana il contatore è stato staccato: perchè e per volere di chi cambia poco, è chiaro che loro lì non ci possono stare... E poi la burocrazia non va a pensare che è Natale e siamo tutti più buoni. No, la vita è un’altra storia. A Villa Strada Antonio c’è arrivato preso dalla disperazione: “Quando ho occupato la casa ho chiamato i carabinieri: lo so che non mi fa onore quello che ho fatto ma lo faccio per la mia famiglia”. Lui muratore, lei domestica, da dieci mesi non riuscivano più a pagare l’affitto di 200 euro: vivevano a Castiglione del Lago ma i lavori saltuari avevano fatto precipitare le cose. Nella vita non sempre tutto fila liscio, forse si fanno passi falsi ma di fronte a tuo figlio in genere anche il più scapestrato mette la testa a posto e ce la mette tutta: in questo inizio di anno Antonio per non sbattere la testa contro il muro e sentirsi meno inutile ha iniziato a vendere la frutta con un cugino in provincia, ma la testa ce l’ha sempre lì. Perchè gli occhi di tuo figlio sono un giudice che non ti fa chiudere occhio e ti fa sentire un fallito. “Non voglio questa casa - ripete la giovane moglie di Antonio che in questo momento la forza la deve avere per tutti - vorrei solo che ci aiutassero. Gli assistenti sociali del Comune ci seguono da oltre un anno. Ci dicono di trovarci una casa e poi pagheranno loro per sei mesi l’affitto: ma io come do da mangiare ai miei figli? Chiediamo solo di poter lavorare. Ci diano una mano, poi l’affitto ce lo paghiamo da soli...”. Mentre gennaio non fa sconti e si fa sentire loro aspettano da un giorno all’altro di essere sfrattati, o meglio di essere buttati fuori dalla casa che hanno occupato abusivamente. D’altronde questa è la legge e va rispettata. Ma serve un po’ di buon senso ed evitare scelte dolorose. Soprattuto per i bambini.

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