Un dolce per Sant'Ubaldo: a Venezia esiste dal 1500

Un dolce per Sant'Ubaldo: a Venezia esiste dal 1500

L'ultima scoperta della "Marcella", al secolo Marcella Marcelli, eugubina doc, "santubaldara sfegatata", innamorata della sua città e da sempre protagonista di lodevoli iniziative pro Gubbio, è quella di un dolce dedicato a Sant'Ubaldo

12.10.2012 - 09:04

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L'ultima scoperta della "Marcella", al secolo Marcella Marcelli, eugubina doc, "santubaldara sfegatata", innamorata della sua città e da sempre protagonista di lodevoli iniziative pro Gubbio, è quella di un dolce dedicato a Sant'Ubaldo. Se la cosa si limitasse a questo sarebbe non di grande rilevanza. Il fatto è che questo dolce viene creato in una pasticceria veneziana dal sedicesimo secolo. “Abbiamo anche una fotografia di questo dolce che risale al 1500 - conferma Marcella Minelli - è di colore giallo e dicono che sia anche molto buono”. La poliedrica eugubina ha organizzato per il primo dicembre una gita a Venezia proprio per andare a gustare questa specialità della pasticceria veneziana che, secondo quanto riferito, sarebbe molto conosciuto e apprezzato tra i buongustai della Repubblica marinara. Che la figura di Sant'Ubaldo sia legata da secoli a Venezia è comprovata anche da elementi storici sulla cui attendibilità non possono essere sollevati dubbi. A Venezia ci sono stati per secoli una chiesa, con tanto di parrocchia e un ospedale dedicati al Vescovo Santo, nostro patrono. "Racconta il Corner essere stata la chiesa, allora intitolata a Sant'Agata - è scritto nelle cronache veneziane - fatta edificare dalle famiglie patrizie dei Giusto e dei Tron nel 1088; bruciata nell'incendio del 1105 che distrusse gran parte degli edifici della zona, fu in seguito reinnalzata, ampliata con l'aggiunta della cappella maggiore e promossa a parrocchia. Per la vicinanza di un ospedale fatto erigere dai coniugi Tommaso e Lorenza de Matteo da Firenze tra la fine del XIV secolo e i decenni iniziali del secolo successivo intitolato a Sant'Ubaldo, vescovo di Gubbio, la parrocchia cominciò a denominarsi con la doppia intitolazione di Santi Agata e Ubaldo, adottando tuttavia a partire dal Cinquecento la sola denominazione di Sant'Ubaldo. Demolita per essere riedificata nel 1735, la chiesa fu nuovamente aperta al culto nel 1739. Nel 1807, nel clima di razionalizzazione della geografia delle parrocchie veneziane messa in atto dai funzionari napoleonici, la parrocchia fu soppressa e concentrata in quella di San Giacomo dell'Orio, e la chiesa demolita”.

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