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martedì 21 ottobre 2014 | 15:29

il punto
del direttore

"Per Rudy non cambia niente ma ora si ricomincia a cercare la verità"

L'avvocato Gentile che assiste l'ivoriano condannato in via definitiva per concorso nell'omicidio di Perugia commenta la sentenza della Cassazione per Amanda e Raffaele: "Non è Guede l'autore materiale del delitto e gli assassini vanno ancora trovati"

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"Per Rudy non cambia niente ma ora si ricomincia a cercare la verità"

“Sotto il profilo tecnico per noi non cambia nulla, ma sotto quello storico viene rimessa in discussione la verità sul delitto Kercher sancita dalla corte di appello, una corte che spesso ha descritto Rudy Guede in termini negativi spingendo anche a pensare a una possibile azione omicidiaria esclusiva da parte sua”. A parlare è Nicodemo Gentile, uno degli avvocati (insieme a Valter Biscotti) di Guede, l’ivoriano condannato in via definitiva in seguito al delitto di Perugia per concorso in omicidio e violenza sessuale. “Non è Rudy l’autore materiale del delitto, una sentenza passata in giudicato lo esclude – continua Gentile – Noi, come ci compete, restiamo alla finestra, ma è chiaro almeno che la verità storica è ancora lontana anni luce e che c’è necessità di fare un nuovo percorso”. Il legale sottolinea che la sentenza della Cassazione “non è certo una condanna per Amanda e Raffaele e che per Rudy nulla cambia”. “Tuttavia - insiste - ricordiamoci che, se si era fortemente gridato contro Rudy come se fosse l’unico assassino, allo stato non ha ucciso lui e gli assassini non si sono trovati e quindi resta aperta una delle storie più brutte d’Italia”. Rudy, che ha seguito un percorso processuale diverso da quello della Knox e di Sollecito, fra poco più di un anno (“maggio 2014”, calcola il legale) potrebbe usufruire di permessi premio e quindi mettere piede fuori dal carcere. “Rudy ha sempre detto – ricorda Gentile – di avere le sue responsabilità perché non è riuscito a salvare la vita di Meredith. Così continua a vivere questa vicenda”. 

AleBor 

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