A sinistra è tempo di lavori in corso

Leonardo Caponi

CONTRAPPUNTO

A sinistra è tempo di lavori in corso

11.07.2017 - 12:54

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Gli ultimi mesi e le ultime settimane sono state, per la sinistra, di intensa attività. Così intensa, ma soprattutto, come dire?, frammentata, che gli stessi addetti ai lavori fanno fatica a seguirne le evoluzioni. Dopo la nascita di Art.1 Mdp, risalente allo scorso aprile e comprendente la maggioranza della sinistra interna al Pd fuoriuscita daquel partito, a "cavallo" tra la fine di giugno e i primi di luglio si sono svolte, nell'ordine, l'assemblea del Brancaccio, organizzata da due esponenti della "società civile", Anna Falcone e Tommaso Montanari, che hanno lanciato il loro movimento denominato "Alleanza popolare per la democrazia e l'uguaglianza" e la manifestazione di Piazza S. Apostoli, a Roma, di Giuliano Pisapia che, con Bersani, ha a sua volta lanciato il movimento "Insieme".
Pur avendo molti punti programmatici comuni e una comune base antirenziana (intendendo con questo termine non tanto un riferimento personale, quanto un dissenso sulle politiche e pratiche di governo e le modalità di concezione e direzione del partito da parte dell'esponente fiorentino), i pubblici e, soprattutto le sigle politiche, di partiti e associazioni, che hanno partecipato alle due ultime iniziative di cui sono sopra, sono stati diversi. Erano divisi, sostanzialmente dal rapporto col Pd, distanti e "alternativi" i primi, concilianti e "unitari" i secondi.
La divisione e la diversità di interlocutori cui si è fatto riferimento, ha avuto un suo corrispettivo anche in Umbria, dove, a parte un dibattitto organizzato dalla associazione Umbrialeft, cui hanno preso parte un po' tutti quanti, nelle stesse ore in cui Pisapia interveniva in un albergo cittadino, in una altra sala si riunivano gruppi vicini all'ipotesi anti Pd di Falcone Montanari.
Lasciando da parte altri dettagli che potrebbero essere riferiti circa l'esistenza di diversità e differenze anche all'interno degli schieramenti sopradetti, la morale della favola è che coloro che speravano che, dopo la fuoriuscita di buona parte della sinistra interna, si potesse costituire una unica formazione politica che riunisse tutti "quelli a sinistra del Pd" e che, in quanto tale, avesse l'ambizione e la possibilità di avere un consenso politico ed elettorale significativo, una, come si dice, "massa critica" in grado di farne una protagonista non marginale della vita politica italiana, rischiano di vedere vanificata questa loro speranza.
Le elezioni politiche ci saranno presto. Al momento lo scenario più realistico sembra quello che, a sinistra del Pd, di presentino almeno due, forse addirittura tre liste. Una, quella di Piasapia e di Art. 1 Mdp (tutto o in parte?), seconda quella dei "civici", Falcone, Montanari, Sinistra Italiana, altre associazioni e sigle e, forse, Rifondazione Comunista, che non è detto però (ipotesi tre liste concorrenti) che non possa schierarsi da sola. E' del tutto prevedibile che nessuno dei soggetti descritti (bisognerà vedere la legge elettorale, ma in ogni caso uno sbarramento ci sarà) riuscirà a superare lo sbarramento e quindi il Parlamento italiano (ma soprattutto la società italiana) risulterà privo della presenza di una forza di Sinistra.
Che si può fare per evitare questa prospettiva? Beh!, bisognerebbe mettersi attorno ad un tavolo e avviare una discussione su un programma equilibrato ma netto, da sottoporre ad una fase Costituente (cioè un dibattito di massa) di un nuovo soggetto.
Su che base?
Serve una Sinistra che continui ad essere una "costola" del Pd? Non avrebbe senso, né spazio. Oltre che ripudiare le politiche liberiste di marca renziana di ultima generazione , occorrerebbe sottoporre a verifica critica anche quelle del centro sinistra degli ultimi due decenni che hanno avuto, come sbocco finale, proprio il renzismo, che con la sinistra nulla ha a che vedere. Dunque, almeno per una fase, una alternativa al Pd? Si, proprio così.

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