Macroregione addio?

Leonardo Caponi

Macroregione addio?

04.04.2017 - 10:52

0

La notizia, stranamente, è passata, almeno in Umbria, nel silenzio generale. Forse poco conosciuta, forse non diffusa da chi sa. Eppure la sua portata è notevole: dal PRS (Piano regionale di sviluppo) della Toscana 2016/2020 è stato eliminato qualsiasi riferimento alla Macroregione. Si sarebbe trattato di un "dispetto" dei renziani al presidente Enrico Rossi. Costui che, com'è noto, ha abbandonato da poco il Pd insieme ad altri dirigenti di spicco, per fondare il nuovo movimento articolo 1 Democratici e progressisti è, nella sua veste politica e istituzionale, uno dei più convinti e strenui sostenitori dell'unificazione delle tre regioni, Toscana, Marche e Umbria, unificazione della quale aveva parlato anche recentemente nel capoluogo umbro, proponendo tempi e date assai ravvicinate.
Nel testo originario del PRS proposto dalla giunta l'obiettivo della aggregazione delle tre istituzioni in una unica, di cui si parlava come "Italia Centrata", era esplicitamente indicato in un apposito capitolo del programma. Ora, questo capitolo e con esso l'Italia centrata, è scomparso. Il gruppo Pd, di cui i quattordici consiglieri che fanno capo a Renzi detengono la salda maggioranza, ha chiesto e imposto l'eliminazione di questo progetto di lavoro.
E' solo effetto di una sorda lotta politica che era prevedibile nascesse all'interno della maggioranza e volontà di avviare una azione di "disturbo" del Pd verso il Presidente che l'ha abbandonato senza giungere alle estreme conseguenze di chiederne le dimissioni (cosa che comporterebbe lo scioglimento del Consiglio regionale e la fine per tutti del mandato), o genuina opposizione nei contenuti ad una prospettiva che si ritiene sbagliata?
Probabilmente l'una e l'altra cosa. Di sicuro, per la maggioranza renziana del gruppo Pd questa vicenda cade, per infastidire il Presidente "transfuga", come il cacio sui maccheroni. Ma queste sono considerazioni che interessano fin lì e fin là.
Il problema è che, se si "ritira" la Toscana, crolla inevitabilmente la prospettiva della cosidetta Macroregione, la quale, per evidenti motivi dimensionali, non potrà essere costituita solo dalle "piccole" Marche e Umbria. Come giudicare la novità?
Probabilmente c'è di che rallegrarsi. I progetti di riassetto o ingegneria istituzionali, come ha dimostrato il referendum dello scorso ottobre, non sono in capo alle preoccupazioni degli italiani, "attratte" da altri problemi, come la crisi economica, la disoccupazione, i redditi depressi. E, inoltre, l'Umbria che avrebbe da guadagnarci dalla fusione con le altre due?
La istituzione della Regione per l'Umbria, a partire dagli anni '70, ha avuto un ruolo fondamentale.
E' stata la chiave della modernizzazione e dello sviluppo civile e sociale.
Ha portato elevamento culturale, promosso una identità comune, garantito risorse finanziarie importanti, in alcuni campi decisivi, determinato una autonomia culturale e politica, garantito, per molti decenni prima della frantumazione e della feudalizzazione dei territori dell'ultimo ventennio, un buon grado di unificazione e di collaborazione tra aree geografiche. Anche le piccole dimensioni sono state una delle componenti dell'uso oculato che dei finanziamenti statali (soprattutto in settori decisivi come la sanità, i servizi sociali o i trasporti) e comunitari è stato fatto. La forza competitiva dell'Umbria è costituita, particolarmente in alcuni settori, da produzioni di nicchia nelle quali la qualità, torniamo al punto, è determinata anche dalle piccole dimensioni. Tutto questo rischia di essere perduto o indebolito dalla confluenza nel mare magnum costituito con realtà più grandi e consolidate.
Ora, liberato il campo da un progetto che, piuttosto che unire, divide, sarà possibile e doveroso intensificare le forme di collaborazione e integrazione tra soggetti che, pur restando diversi, possono, come si dice, fare massa critica comune.

Condividi le tue opinioni su Corriere dell'Umbria

Caratteri rimanenti: 400

Più letti oggi

Mediagallery

Narni (antica Narnia), la signora dell'Anello
La rivincita vista da vicino

Narni (antica Narnia), la signora dell'Anello

La gara è stata una delle più entusiasmanti della storia della Corsa all'Anello: la rivincita 2018 è stata conquistata a notte inoltrata dal terziere di Santa Maria, che pure era partito con handicap per l'infortunio (per fortuna non grave) capitato al suo primo cavaliere, che non è potuto entrare in campo. Ecco però viste da vicino le immagini della benedizione, preparazione, del corteo storico ...

 
Sala: non demonizzare Salvini, Milano lo batterà con idee e fatti

Sala: non demonizzare Salvini, Milano lo batterà con idee e fatti

Milano, 23 giu. (askanews) - "Le paure ci sono, tutti noi abbiamo delle paure, però Milano le paure le gestisce e non le butta addosso agli altri, Milano non ha paura della diversità perché sulla diversità ci costruisce il futuro, e non è una bella dichiarazione di principio perché Milano lo fa da 26 secoli ed è arrivata dove è arrivata, integrando e mettendo insieme le qualità di tutti noi. ...

 
Brad Mehldau, cancellato il concerto

Umbria jazz 2018

Brad Mehldau, cancellato il concerto

Il concerto di Brad Mehldau a Umbria Jazz previsto per il 18 luglio 2018 round midnight al teatro Morlacchi di Perugia è stato cancellato per cause indipendenti dalla volontà ...

23.06.2018

Una Sagra musicale di Guerra e Pace

St Jacob's Chamber Choir

Grandi festival

Una Sagra musicale di Guerra e Pace

Una Sagra monumentale capace di mostrare tutto il suo valore di patrimonio storico e vivo della città e del territorio. E’ così che organizzatori, istituzioni e il direttore ...

23.06.2018

Musica e teatro in quota

Suoni Controvento prendono forma dallo spazio

Un viaggio negli inferi di monte Cucco seguendo il Caino di George Byron, le sue parole, passo dopo passo, lentamente. Oppure là fuori, nella luce del tramonto, a rivedere un ...

23.06.2018