Il Natale felice dei banchieri

Leonardo Caponi

Il Natale felice dei banchieri

27.12.2016 - 11:34

1

Ognuno ha il diritto di festeggiare il Natale come meglio ritiene. Particolarmente felice, quest'anno, dove essere stato il Natale di Francesco Iorio, amministratore delegato silurato della Banca Popolare di Vicenza, in procinto di unificarsi con la Veneto Banca. Il "manager" era stato assunto il primo giugno del 2015 con un contratto di 1 milione e settecentomila euro l'anno più un bonus in entrata. A fine novembre di quest'anno (dati riportati dal Corriere della Sera) aveva guadagnato più di 4 milioni e duecentomila euro. Per le sue dimissioni ha avuto una liquidazione, di 3 milioni e 400mila euro, per un totale di oltre 6 milioni e 600mila euro. Avendo "lavorato" 551 giorni, calcola il quotidiano milanese, ha percepito più di 10mila euro al giorno per ciascuno dei giorni di attività. Sapete perché la Popolare di Vicenza si fonde con la Banca del Veneto? Per evitare il fallimento. Ha un "buco" di quasi 9 miliardi di euro. Morale della favola: mentre migliaia di piccoli risparmiatori e correntisti sono in ambasce per la sorte dei loro depositi e l'economia del Veneto trema, il protagonista di un insuccesso imprenditoriale, che può avere risvolti disastrosi, si intasca un mucchio di soldi, indifferente all'esito fallimentare della missione di risanamento che gli era stata affidata. Per carità!, la "liquidazione" di Iorio sarà assolutamente regolare in termini formali e giuridici e in linea con le leggi del mercato (e con molte altre vicende analoghe). Ma non sarebbe giusto dire che non suscita un qualche interrogativo (interrogativo che può arrivare fino all'indignazione) dal punto di vista sociale, politico e financo "morale", in questa Italia dai bassi stipendi e scarsi redditi della gente normale.
Chissà come sarà il Natale dei dirigenti del Monte dei Paschi di Siena, terzo istituto bancario del nostro Paese? Il governo ha pronto, per lui e per altre banche sottocapitalizzate, un fondo di 20 miliardi di euro. Inoltre il governo italiano ha già da tempo costituito lo "scudo" da 150 miliardi di euro; cioè chiesto e ottenuto dalla Unione europea la autorizzazione a intervenire, in caso di bisogno, fino al limite di questa somma a sostegno del sistema creditizio. Domanda: perché il bilancio dello Stato piange miseria per la povera gente, ma per le banche i soldi si trovano subito? Ma, lasciamo perdere. L'intervento statale nel Mps lo chiamano "ricapitalizzazione precauzionale"; in realtà, sarà una vera e propria nazionalizzazione, con lo Stato che diventerà azionista di riferimento dell'istituto senese e sostanzialmente, se volesse, arbitro assoluto della sua direzione e dei suoi indirizzi. Anche qui ci sarebbe molto da dire. Perché è vero che l'ingresso dello Stato e l'autorizzazione Ue concessa in proposito, sono formalmente subordinate ad alcune condizioni, la principale delle quali è la redazione di un piano industriale. Ma chi garantisce che questo funzionerà? L'interrogativo serve a mettere in rilievo che l'intervento pubblico, in questo come in tutti gli altri casi, è funzionale non a condizionare la gestione "privata", a correggerne gli evidenti errori che hanno portato al dissesto e quindi ad elaborare nuove strategie e metodi di gestione. Se fosse così lo Stato avrebbe potuto e probabilmente dovuto imporre un ricambio del management dell'istituto e la sua integrazione con propri rappresentanti anche in veste di amministratori straordinari; l'intervento pubblico è concepito e rivolto all'obiettivo del tutto diverso di supportare, con soldi dei cittadini, le scelte e le strategie della direzione "privata" della banca, nella speranza, fino ad oggi rivelatasi una illusione (perché siamo alla terza operazione di ricapitalizzazione), che questa sappia rimettersi in sesto da sola. Ce la farà? L'unica cosa sicura è che quel che ci vanno dicendo da trenta anni a questa parte e cioè che il pubblico fa schifo e il privato funziona, non corrisponde a verità.

Condividi le tue opinioni su Corriere dell'Umbria

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • marioi

    27 Dicembre 2016 - 15:03

    Tutti sapevano nelle alte sfere come erano messe le banche,solo la povera gente è stata turlupinata da questi signori ,hanno rubato la fiducia a gente che non sapeva una vera vergogna,e intanto i responsabili si sono liberati dei loro beni e l risparmiatori semplicemente beffati un vero schifo

    Report

    Rispondi

Più letti oggi

Mediagallery

Sala: non demonizzare Salvini, Milano lo batterà con idee e fatti

Sala: non demonizzare Salvini, Milano lo batterà con idee e fatti

Milano, 23 giu. (askanews) - "Le paure ci sono, tutti noi abbiamo delle paure, però Milano le paure le gestisce e non le butta addosso agli altri, Milano non ha paura della diversità perché sulla diversità ci costruisce il futuro, e non è una bella dichiarazione di principio perché Milano lo fa da 26 secoli ed è arrivata dove è arrivata, integrando e mettendo insieme le qualità di tutti noi. ...

 
Contemporaneo a 360 gradi, il freestyle invade Palazzo Grassi

Contemporaneo a 360 gradi, il freestyle invade Palazzo Grassi

Venezia (askanews) - Una grande rampa da skateboard dove, fino a qualche mese fa, troneggiava il demone colossale di Damien Hirst. A Palazzo Grassi a Venezia la cultura freestyle entra dalla porta principale in uno dei musei più importanti del mondo con la tre giorni di "Skate the Museum", evento collegato alla mostra del pittore tedesco Albert Oehlen, ma che vive di una vita e di un'energia ...

 
Immigrati, il sindaco di Riace: campagna di odio produce la morte

Immigrati, il sindaco di Riace: campagna di odio produce la morte

Reggio Calabria (askanews) - Nelle baraccopoli di San Ferdinando e di Rosarno non c'è rispetto dei diritti umani, c'è un degrado umano. Perché le autorità se ne accorgono solo quando succedono questi casi gravi e si continua a mantenere operative queste strutture quando si potrebbe benissimo fare l'ospitalità diffusa e utilizzare le case della piana e dei centri storici che non sono abitate. Non ...

 
Brad Mehldau, cancellato il concerto

Umbria jazz 2018

Brad Mehldau, cancellato il concerto

Il concerto di Brad Mehldau a Umbria Jazz previsto per il 18 luglio 2018 round midnight al teatro Morlacchi di Perugia è stato cancellato per cause indipendenti dalla volontà ...

23.06.2018

Una Sagra musicale di Guerra e Pace

St Jacob's Chamber Choir

Grandi festival

Una Sagra musicale di Guerra e Pace

Una Sagra monumentale capace di mostrare tutto il suo valore di patrimonio storico e vivo della città e del territorio. E’ così che organizzatori, istituzioni e il direttore ...

23.06.2018

Musica e teatro in quota

Suoni Controvento prendono forma dallo spazio

Un viaggio negli inferi di monte Cucco seguendo il Caino di George Byron, le sue parole, passo dopo passo, lentamente. Oppure là fuori, nella luce del tramonto, a rivedere un ...

23.06.2018