Barbolini va sempre al Massimo

Campionissimo 2016

Barbolini va sempre al Massimo

12.12.2016 - 17:20

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Per dominare l’Europa si può partire anche da Piegaro, il borgo che domina la Valnestore, dove Massimo Barbolini ha fissato da qualche anno il suo quartier generale.

E’ l’allenatore italiano di pallavolo che ha vinto di più a livello di club: 3 Champions league, 3 Coppe Cev, 1 Top team cup, 5 scudetti, 6 Coppe Italia, 1 Supercoppa e 1 Coppa di lega. E in aggiunta, tanto per gradire, 2 Campionati europei, 2 Coppe del Mondo, 1 Grand Champions Cup alla guida della nazionale italiana. Al suo livello, fra squadre di club e nazionale, c’è solo Julio Velasco, argentino di nascita e italiano dal 1991 che guidò la selezione azzurra della “generazione di fenomeni” alla conquista del mondo alla fine del secolo scorso. Quel Velasco del quale un giovane Massimo Barbolini, alla fine degli anni Ottanta, fu assistente allenatore nella Panini Modena “che tremare il mondo faceva”.
Massimo Barbolini ha ormai l’Umbria nel sangue. E' qui che l'allenatore nato a Modena il 29 agosto 1964 ha famiglia e si ricarica. E' qui che nei dieci anni (1997-2007) alla guida della Sirio Perugia ha scritto le pagine più belle della pallavolo, facendo dell’Umbria il punto di riferimento delle schiacciate rosa. E’ qui che nel 1992-1993 sedette anche sulla panchina dell’Olio Venturi Spoleto, per quella che fu l’ultima stagione su una panchina maschile prima di iniziare l'inarrestabile ascesa ai vertici del movimento femminile.
Ora allena in Turchia, guida l’ambizioso e plurivittorioso Eczacibasj Istanbul dopo aver avuto in mano anche le redini del Galatasaray e della nazionale. E’ tornato a Istanbul fresco di gloria e di imprese, collezionate con il Casalmaggiore, squadra sconosciuta in Europa e “ambasciatrice” di un comune di poco più di 15mila abitanti, dove nella passata stagione sono arrivate addirittura una Champions League e una Supercoppa italiana. Un anno particolare, il 2016, per Massimo Barbolini, che dal trionfo europeo ha tratto sicuramente una motivazione speciale, quella di vincere la Champions league con maggiore frequenza, magari già a cominciare da quest’anno. Finora, dettaglio utile solo per le statistiche, gli è capitato di metterci le mani ogni dieci anni: 1996 Matera, 2006 Perugia e 2016 Casalmaggiore.
Massimo è un allenatore speciale anche per questo, per il fatto di trasmettere stimoli alle proprie squadre e a se stesso “nonostante” le vittorie. In realtà sa fare anche molto altro: sa gestire in maniera vincente e senza fare “il Mourinho” i gruppi che guida ed è un autentico specialista nel propiziare i trionfi di chi - prima - non aveva mai assaporato il gusto inebriante del successo. Fece così anche a Matera, dove con lui in panchina vennero messi in bacheca due scudetti, due Coppe Italia e la Coppa dei campioni 1996. Prima e dopo di allora nessun’altra notizia di successi sportivi nella città dei Sassi. Un po’ come è accaduto anche e soprattutto per la Sirio Perugia, che nei dieci anni dell’indimenticata gestione Barbolini - varata dal duo Iacone-Orabona per andare alla conquista di tutto - collezionò vittorie e soddisfazioni in Italia e in Europa. Quell'Europa e quel mondo che sono ormai le dimensioni giuste e meritate di un allenatore capace solo di andare al Massimo.
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