La Cerri story, il bomber che con una tripletta si è preso il Grifo

Alberto Cerri è nato a Parma

CALCIO SERIE B

La Cerri story, il bomber che con una tripletta si è preso il Grifo

13.08.2017 - 23:17

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Tripletta. Hat trick. Tre gol in una partita, roba da portarsi via il pallone come succede in Inghilterra. Alberto Cerri aveva segnato tre volte tutte insieme solo ai tempi delle giovanili con il Parma. Per la precisione negli ottavi di finale della Viareggio Cup, contro il Torino. Da quella partita sono passati tre anni e mezzo e i suoi 190 centimetri di altezza sono tornati a dominare. Come accadeva da ragazzino quando bullizzava i difensori rivali segnando caterve di gol (gli almanacchi arrivano a contarne un centinaio in sei stagioni). Poi il Lanciano, il Cagliari, la Spal e il Pescara, qualche lampo e pochi gol. Ora il Perugia e la splendida notte di Coppa Italia contro i Sanniti che può essere il trampolino di lancio per la stagione della tanto attesa esplosione.
“Spero che i tre gol siano un buon viatico per il campionato e voglio ringraziare Belmonte per avermi fatto tirare il rigore della tripletta” ha svelato l’attaccante nella sala stampa del ‘Vigorito’. Per poi riferire la soddisfazione dello spogliatoio nell’essere riusciti “a vendicare la sconfitta negli ultimi play off di Serie B”. Nessun volo pindarico perché “la partita è stata condizionata anche dall’espulsione che ci ha aperto più spazi. Con tutti i compagni di reparto mi trovo bene e con Han siamo andati alla grande”. Già, con il nordcoreano Cerri ha dialogato a meraviglia sfruttando e capitalizzando le giocate dell’asiatico capace di avviare l’azione del primo gol, provocare la respinta di Belec trasformata poi nella seconda rete e il rigore del parziale 0-3. Insomma sulla tripletta di Cerri c’è molto anche del nordcoreano, quasi a lanciare un suggerimento a Giunti sul potenziale della giovanissima coppia. In realtà la punta emiliana, - in questo precampionato ha già fatto coppia con Di Carmine (nel test contro la Spal nella prima al “Curi”) e con Frick (nella gara di Coppa Italia con il Gubbio), dimostrando di saper legare bene con tutti e candidandosi a colonna portante del nuovo Perugia targato Giunti.
Cerri è di San Secondo Parmense ed è nato a Parma il 16 aprile 1996. E’ cresciuto in una famiglia di sportivi perché il papà Davide da calciatore, giocava a centrocampo, è arrivato alle soglie del Parma di Sacchi e ora allena i giovani del Pallavicino, mentre il nonno materno Ercole Gualazzini è stato un ciclista, gregario di Gimondi, Adorni, De Vlaeminck, Sercu e Saronni, ma capace di vincere tappe a Giro (a proposito, pure una a Benevento), Tour e Vuelta. Aggiungiamoci pure che è fidanzato con l’esplosiva Marianna Gautieri, star di Instagram e figlia di quel Carmine ‘Gaucho’ Gautieri che i tifosi del Grifo, venti stagioni fa, hanno apprezzato sulla fascia galoppare con il numero 19 sulle spalle.
Cerri da anni convive con la pressione di dover dimostrare di essere quel fuoriclasse che gli anni del settore giovanile a Parma lo hanno portato a essere accostato una volta a Toni, l’altra a Vieri, quell’altra ancora a Lucarelli. Tutta gente capace di segnare a valanga. Insomma un predestinato. Che nell’impatto con “i grandi” ha visto regredire le sue medie realizzative. Nell’ultimo anno di Primavera mise a segno 12 gol in venti partite di campionato e 6 gol in quattro partite alla Viareggio Cup. Poi il salto. Nel Lanciano non va oltre 4 gol nel 2014/2015 in B, a Cagliari la stagione dopo vince il campionato ma si ferma a 3, così come in quella trascorsa nella Spal sino a dicembre (una rete) e poi nel Pescara in Serie A (due). Poca continuità d’impiego in tutte le esperienze, senza dimenticare che un attaccante matura sempre tardi. Ora l’opportunità del Perugia scelta insieme al suo club di appartenenza, quella Juventus che lo tesserò dopo il fallimento del Parma. Può essere la piazza giusta perché con la maglia del Grifo negli ultimi anni sono riusciti per la prima volta nella loro carriera ad andare in doppia cifra Eusepi (14), Falcinelli (14) e Di Carmine (13 in B). Il Grifo d’altronde lo ha preso proprio per questo, per trasformare con i suoi gol un campionato di vertice con uno... vincente per dimenticare gli ultimi play off buttati via proprio contro il Benevento.

Nicola Uras

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