In bici lungo tutta l'Africa

La storia

In bici lungo tutta l'Africa

13.10.2017 - 12:30

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Ben 9001 miles. Al via un'altra sfida di Ivan Bianconi. Sabato 7 settembre ha iniziato il suo tentativo di essere il primo italiano a percorrere, in un anno, tutta la costa ovest dell'Africa fino a Città del Capo, in sella a una bici e in solitaria.
La rotta è già segnata, partito da Foligno, attraverserà la Spagna, il Portogallo per arrivare nello stretto di Gibilterra. E poi giù in Africa dal Marocco fino al sud Africa via Senegal e Mauritania.
Ivan dispone di tutte le attrezzature per l'autosufficienza, e già sa che ci sarà qualche "deviazione" nella Repubblica del Congo, la Democratica Repubblica del Congo e il nord del Camerun. Sua compagna di viaggio la bici, ma non una due ruote qualunque.
La salsa fargo, mountain bike da touring su cui Ivan è partito , è stata costruita ad "hoc" per questa epica impresa.
Un telaio appositamente realizzato, con 14 rapporti, una bici che non ha bisogno di manutenzione e resistente agli urti, con cui potrà attraversare guadi non sempre facili. Anche la cinghia è speciale una, gates carbon drive, composta da fibra di carbonio. Porterà con sé una tenda, un filtro per l'acqua, pannelli solari per la tecnologia, fornelli.
Lui, un atleta di 34 a tutto tondo con il senso per l'avventura "addosso" che non vede l'ora di partire, stare dentro il deserto.
"Ho scelto l'Africa - ha detto con orgoglio alla partenza - perché te la devi giocare. Molti, sono luoghi selvaggi e tutto è all'estremo. Oggi c'è una strada e, a un certo punto non c'è più perché una tormenta di sabbia l'ha resa invisibile. Amo sentirmi in viaggio. Lì sei sempre l'ospite, ma c'è sempre un posto per te nel mondo". Ma Ivan non è alla sua prima impresa.
La sua passione per i viaggi in solitaria in sella alla sua bici è nata grazie al triathlon: quando il suo allenatore di nuoto per prepararlo a una stagione di allenamenti duri, gli ha consigliato di correre o andare in bici.
Si è innamorato di questo sport dalla prima uscita in una giornata di sole tra la natura in totale libertà.
Ha sempre viaggiato sin da piccolo e accompagnava il padre negli spostamenti per lavoro. Poi, crescendo , ha iniziato a viaggiare e man mano che imparava a farlo si è spinto sempre oltre.
Dalla Romania al Messico e poi il Venezuela, Cuba (si fa prima a dire quali sono i luoghi che non ha visto). Il primo viaggio in bici è stato in Irlanda. Lì Ivan Bianconi ha scoperto che non sarebbe stato l'unico.
Dopo l'Etiopia, lo Zimbabwe, l'Asia centrale, ma quella della Pamir highway è stata una delle sue sfide più grandi durante la quale Ivan ha visto la morte in faccia.
Ha pedalato in condizioni estreme fino a 4600 metri, con strade dissestate e cambiamenti climatici repentini. E' la seconda strada internazionale più alta al mondo, che attraversa l'altopiano omonimo passando per l'Afghanistan, Uzbekistan, Tagikistan e Kirghizistan. Lo scorso anno in Costa Rica e Nicaragua.
Ogni anno un "viaggio a tema" in cui regnano sovrane, incertezza, sfida continua, adrenalina. "Bisogna conquistarsi tutto - precisa Ivan - ogni istante e non con la forza, ma con il cuore. Mentre pedali, entri in simbiosi con l'acqua, il vento, le persone che incontri, devi far parte del tutto. In quei momenti il sorriso o l'abbraccio assumono il vero senso e ti fanno sentire il re di un grande regno".

Sonia Brugnoni

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