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Martedì 24 Gennaio 2017 | 10:02

PERUGIA

Meningite, l'odissea di un 20enne per il vaccino

vaccino

“Pronto dottore i giovani (fascia considerata a rischi) non vaccinati contro la meningite è bene che lo facciano?” Risposta: “Non c’è nessun allarme, ma spetta ai distretti dare le informazioni non a me. Qual è il suo di riferimento?”. Il paziente ventenne: “Via XIV Settembre a Perugia”. “Bene, chiami lì”. Dal laboratorio vaccini di via XIV Settembre è difficile avere al telefono una risposta immediata. Suona a lungo e nessuno risponde. Proviamo in altri uffici del distretto: “Bisogna chiamare il laboratorio - dicono i colleghi - ma sono molto impegnati nei giorni di vaccinazione”. Vince la tenacia e finalmente rispondono. Il quesito si ripete: “Ho vent’anni è bene vaccinarsi contro la meningite?”. Risposta: “Non è necessario, ma se vuole farlo deve pagare 17 euro al cup e venire qui il venerdì mattina, solo allora sono in programma le vaccinazioni per gli adulti”. Il ventenne si reca al cup del Santa Maria della Misericordia. Qui la fila è di oltre mezz’ora. E all’arrivo allo sportello l’addetto fa presente: “Non può pagare qui, questo tipo di ticket si paga solo in piazzale Europa o in alcuni distretti, il più vicino è San Sisto. E poi lei è maggiorenne? Allora è necessaria anche la richiesta del medico curante”. “Ma non me lo avevano detto” replica il giovane. Partenza per San Sisto. L’informazione qui è più chiara: “I nati dal 1997 in poi se vogliono vaccinarsi non hanno bisogno della richiesta del medico di base e non pagano il ticket, gli altri sì. Forse, anche l’anno 1996 può rientrare nelle agevolazioni”. Da che dipende? “Me ne assumo io la responsabilità” dice decisa la dottoressa in servizio. E aggiunge: “Al contrario gli adulti (dal 95 in poi <CF91>ndr</CF>) devono avere la richiesta del medico e pagare il ticket. Esposti all’ingresso ci sono i giorni della vaccinazione”. Già meglio. Altra questione: meglio vaccinarsi contro il menigococco di tipo C o fare il tetravalente (contro i sierotipi A, C, W135 e Y)? E qui si apre un nuovo ampio spettro di risposte. La dottoressa di San Sisto però risponde così: “Il tetravalente protegge contro sierogruppi che qui non sono stati rilevati e comunque al momento è terminato per cui c’è da attendere febbraio”. Maggiorenni, minorenni, ticket non ticket, richiesta del medico o no, tetravalente sì o no. Il racconto è emblematico di quanto accade a chi decide di affrontare l’iter di prevenzione anti-meningite. Al di là della poca chiarezza sulle necessità o meno di intraprendere questa misura preventiva ogni usl, ogni distretto sembra avere iter diversi. Perché? Una nebbia avvolge tutto e farne le spese è l’utente. Nessuno chiede troppo, o di più, tantomeno il malcapitato ventenne. Che ha la colpa di non essere minore, ma neppure “pienamente” adulto, insomma di collocarsi in una fascia di mezzo su cui si inceppa un meccanismo che dovrebbe comunque assicurare chiarezza da 0 a 100 anni. Ma a fare chiarezza è il ministro Lorenzin che sentenzia in tv: “Vaccinazioni per tutti da 0 a 20 anni”.

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