Malattie cardiovascolari, prestigioso riconoscimento all'ospedale di Assisi

Malattie cardiovascolari, prestigioso riconoscimento all'ospedale di Assisi

La struttura complessa di Medicina diretta dal dottor Paolo Verdecchia ha ricevuto il premio per la migliore ricerca pubblicata nel 2012 su una autorevole rivista americana

31.07.2013 - 14:17

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Prestigioso riconoscimento scientifico alla struttura complessa di Medicina dell'ospedale di Assisi. Il direttore Paolo Verdecchia e la sua equipe hanno ricevuto il premio per la migliore ricerca pubblicata nel 2012 sulla prestigiosa rivista Hypertension, l'organo ufficiale dell'American Heart Association, la principale associazione cardiologica mondiale. Il premio verrà conferito a settembre in una cerimonia che si terrà a New Orleans, Luisiana, in occasione del Convegno dell'High Blood Pressure Council.

Combattere le malattie cardiovascolari Lo scopo della ricerca è stato quello di mettere a punto terapie sempre più efficaci e innovative verso temibili accidenti cardiovascolari come l'infarto miocardico, l'ictus cerebrale e la morte cardiaca improvvisa, che avvengono prevalentemente nelle prime ore della mattina, poco dopo il risveglio, e per i quali, quindi, è fondamentale conoscere con esattezza l'andamento della pressione arteriosa in questo cruciale periodo della giornata.

Otto anni di monitoraggi Il dottor Verdecchia e la sua equipe per oltre otto anni hanno seguito più di tremila pazienti con ipertensione arteriosa. "Tutti questi pazienti – spiega il medico - hanno eseguito un monitoraggio non invasivo della pressione arteriosa per 24 ore, consentendoci di definire nel dettaglio l'andamento della pressione non solo durante il giorno, ma anche durante la notte e nelle prime ore della mattina. Abbiamo quindi messo in relazione queste modificazioni di pressione con la successiva insorgenza di gravi eventi cardiovascolari, appunto morte improvvisa, infarto miocardico, ictus cerebrale e scompenso cardiaco".

L'ipertensione va curata nell'intero arco della giornata ma qual è la novità dello studio? "Contrariamente a quanto si riteneva in passato, - afferma il direttore della struttura complessa di Medicina di Assisi - il rischio di gravi eventi cardiovascolari, letali e non letali, non è dovuto al rapido aumento della pressione dalla notte alla mattina, bensì alla persistenza di elevati livelli pressori sia di giorno che di notte. Insomma, - conclude Verdecchia -  l'ipertensione arteriosa va curata e controllata sull'intero arco delle 24 ore, trascurando l'entità della risalita pressoria nelle ore della mattina".

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