Le affinità che legano Canova e San Francesco

Le affinità che legano Canova e San Francesco

Ad Assisi dal 10 agosto al 6 gennaio 60 opere dell’artista che fu anche membro dell’Accademia di Belle arti di Perugia

16.06.2013 - 19:15

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Sono state le tante affinità fra il grande artista Antonio Canova e San Francesco di Assisi a dare vita alla mostra “Antonio Canova sculture, dipinti e incisioni in mostra ad Assisi”. Il maestro ha, infatti, lasciato importanti segni della sua grandezza e del suo passaggio nella nostra terra, sancendo, di fatto, un legame del tutto particolare. Canova è stato, fra l'altro, illustre membro dell’Accademia di Belle Arti di Perugia.

L’evento, in programma dal 10 agosto al 6 gennaio prossimi a palazzo Monte Frumentario, in via San Francesco, ad Assisi, è stato presentato ieri mattina nella sede della Provincia di Perugia, in piazza Italia. Ad annunciarlo è stato il presidente della commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera, onorevole Giancarlo Galan, nonchè presidente della Fondazione Canova onlus.

A organizzare l'evento, una sinergia di istituzioni, enti, Fondazioni e associazioni, a partire dal museo e Gipsoteca Antonio Canova di Possagno, a Treviso, che ha curato la mostra, passando per il Comune di Assisi, le Fondazioni Cassa di Risparmio di Perugia e Canova Onlus, il patrocinio di Regione dell'Umbria, Provincia di Perugia, Fondazione Perugi Assisi 2019, Associazione Beni Italiani Unesco, Mibac Regione Veneto, Provincia di Treviso, Comune di Possagno, Accademia di Belle Arti di Perugia. Per Galan “Assisi meritava questa mostra e non abbiamo avuto alcun dubbio a portare qui le opere di Canova che compongono la più grande gipsoteca monografica del mondo”.

Le opere, in tutto 60, di cui 30 sculture di gessi e marmi, 20 dipinti e 10 incisioni e un laboratorio didattico della scultura che potrà essere visitato dalle scuole, provengono dal Museo e Gipsoteca Antonio Canova. “Una uscita piuttosto rara, quella in terra di San Francesco è la terza, dopo San Pietroburgo e Cracovia - come ha sottolineato il direttore del museo Mario Guderzo - sicuramente, la più consistente in termini di opere e di impegno”.
Guderzo ha ricordato che l’artista è stato il primo ministro dei Beni culturali, colui il quale ha suggerito la legge sulla tutela e la salvaguardia del patrimonio italiano. E' stato uno straordinario “cultore del restauro” e promotore dell'idea di una Accademia di Belle Arti per i giovani.

Diversi i temi che il visitatore potrà scoprire nelle opere del Canova: da quello religioso, con una produzione ricca di simbologia cristiana, realizzata per i Monumenti funerari a papa Clemente XIII e papa Clemente XIV; a quello storico, in cui le figure di Papa Pio VII e di Napoleone Bonaparte ne costituiscono l'ossatura (Canova fu il diplomatico che convinse l'imperatore a restituire le opere trafugate a Parigi); infine, la mitologia.

Ma c’è anche il Canova pittore e imprenditore (ideò il book odierno). Per il sindaco di Assisi, Claudio Ricci si tratta di un evento culturale- espositivo di grande prestigio, una delle mostre “più importanti ospitate in Umbria negli ultimi anni. La rassegna, oltre a essere un omaggio al maestro veneto, è un'occasione per rinsaldare il rapporto fra arte e spiritualità propria dell'opera canoviana e in linea con i valori della città”. Ricci ha ringraziato le due Fondazioni che “hanno reso possibile l’iniziativa”.

Gli interventi Il presidente della Fondazione perugina, Carlo Colaiacovo ha sostenuto la validità dell'evento: “la mostra meritava il nostro appoggio, perché dà prestigio a tutto il territorio e crea flussi di turisti amanti della grande cultura”.
Paolo Belardi, direttore Accademia di Belle Arti Vannucci di Perugia ha ricordato che saranno presenti ad Assisi anche due opere esposte presso il museo dell'istituzione culturale perugina. La Fondazione Perugiassisi2019 parteciperà all'evento, facendo proprie, come ha dichiarato il direttore artistico Arnaldo Colasanti, la passione e la sensibilità artistica e spirituale di questa mostra: per Canova, la cultura doveva essere redistribuita, mai un privilegio.
La Fondazione prosegue così l'impegno nel sostenere e promuovere la candidatura di Perugia e Assisi a capitale europea della cultura”.

A cura di Gaia Nicchi

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