Confindustria si schiera con la "Isa" denunciata per comportamento antisindacale

Confindustria si schiera con la "Isa" denunciata per comportamento antisindacale

L'azienda ha chiesto un’ora in più di lavoro a settimana su alcune linee ma la Filca-Cisl ha dato vita alla contestazione. La replica del sindacato: "La problematica ha radici profonde: nessuna disponibilità al confronto da parte dell'azienda"

10.05.2013 - 12:04

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E' dura la presa di posizione di Confidustria Perugia su quanto successo all’Isa di Bastia Umbra, "denunciata per comportamento antisindacale". L’azienda - ricorda per inciso proprio l'associazione degli industriali - è “leader mondiale nella realizzazione di arredamenti e banchi frigo per bar, pasticcerie e supermercati” e “dà lavoro a oltre 800 persone, esporta l’80% della propria produzione ed è presente in oltre 85 paesi nel mondo”.

Cisl contro l'ora in più di lavoro “A fronte della richiesta di utilizzo di uno strumento previsto dal contratto nazionale di categoria (un’ora in più di lavoro a settimana su alcune linee) – dice Confindustria - e migliorato da accordi aziendali regolarmente sottoscritti dalla maggioranza della Rsu e da Fillea-Cgil e Feneal-Uil, un esiguo gruppo di lavoratori iscritti alla Filca-Cisl sta ponendo in essere ogni tentativo, anche intimidatorio, nei confronti degli altri colleghi di lavoro, per contestare in modo artificioso e strumentale tale richiesta dell’azienda dettata da positive esigenze produttive”.

Una denuncia "incoerente" Non solo: “Filca-Cisl – nonostante le precise disposizioni contrattuali e gli accordi aziendali firmati dalle altre rappresentanze sindacali largamente maggioritarie – ha denunciato l’azienda per comportamento antisindacale”. Quindi l’affondo: “Sembra paradossale che in una situazione di crisi profondissima in cui il lavoro dovrebbe essere difeso al di sopra di tutto, un’organizzazione sindacale che a parole, in ogni occasione, compreso il recente congresso regionale, chiede a gran voce la difesa a oltranza delle attività produttive invocando alleanze anticrisi tra lavoratori e imprenditori, avalli e assuma comportamenti palesemente incoerenti con gli obiettivi dichiarati”. 

Replica immediata della Cisl Ma la Cisl non se ne resta in silenzio. La replica giunge direttamente dal segretario regionale Pierpaola Pietrantozzi. “E' paradossale che un’associazione seria come Confindustria affronti con estrema superficialità una problematica molto seria presente nell’azienda Isa e che ha radici molto profonde”.  Netta la tesi del sindacato: “Le aziende devono lavorare in condizioni di flessibilità, ma sicuramente sana flessibilità”. Le vie legali vengono quindi spiegate come “risposta estrema a una assoluta mancanza di disponibilità al dialogo, al confronto, alla contrattazione che dentro quell'azienda si respira ormai da molti mesi nei confronti della nostra sigla sindacale”.

La difesa del delegato Più in particolare: “Il ricorso legale ha lo scopo di difendere dal licenziamento un lavoratore delegato della Cisl il quale, proprio in merito all'applicazione di un accordo sulla flessibilità che contravviene alla normativa contrattuale dalla Cisl tra l'altro non firmato, è stato colpito da due provvedimenti disciplinari prima ancora della firma dell'accordo stesso”. La Cisl ricorda di avere di recente cercato “una soluzione mediata rispetto alla questione in maniera da rendere possibile l'interruzione dell'azione legale, che ad oggi non ha ancora prodotto effetti e che ancora potrebbe produrli grazie ad una proroga concessa”. L’invito rivolto sia a Confindustria sia all'azienda è “ad abbassare i toni per poter lavorare in maniera proficua con la Cisl e i propri delegati all’Isa proprio come avviene nelle altre aziende del territorio”. 


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