Trip Advisor promuove la città di Assisi

Trip Advisor promuove la città di Assisi

Il giudizio del famoso sito è positivo con qualche ombra

10.08.2012 - 10:50

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In tempi in cui sempre più persone si informano sul web, com'è la reputazione di Assisi online? Un'indicazione piuttosto ampia e fedele arriva da Trip Advisor, community che, con i suoi 35 milioni di recensioni e 29 milioni di visitatori mensili, è uno dei più grandi (e affidabili) siti di viaggio. La città e i suoi luoghi di interesse (tra cui San Francesco, la Rocca Maggiore, Santa Chiara, la Porziuncola di Santa Maria degli Angeli, San Damiano e l'eremo delle Carceri) riscuotono il massimo dei voti, con descrizioni entusiaste, in italiano o in inglese,come"meravigliosa", "un posto da fiaba", "una cosa stupenda", "forse un po' faticoso, ma ne vale la pena".
Cittadini ospitali In generale si loda la pulizia della città e la cortesia degli abitanti, la qualità degli hotel e il fatto che ci sia una vasta possibilità di scelta a portata di tutte le tasche (anche se per chi è alla ricerca di una vacanza economica gli utenti consigliano Foligno o Spoleto, città con prezzi più accessibili), il fatto che in uno spazio relativamente piccolo ci siano tanti tesori artistici e culturali, la facilità con cui si raggiungono altri luoghi di interesse, umbri e non solo.
Ristoranti familiari Anche i ristoranti riscuotono recensioni tutto sommato positive o comunque equanimi, ad esempio per i locali a gestione familiare si sottolineano sì i ritardi nel servire le pietanze, ma anche l'ambiente familiare e accogliente e i prezzi "alla mano".
Prezzi gonfiati Il rovescio della medaglia è però rappresentato da quelle attività che vengono bocciate senza appello, tra scontrini che "lievitano" di prezzo rispetto a quanto scritto sul menu (ad esempio "avevo speso venti euro, lo scontrino era di trenta: fortuna che ho guardato"), menu turistici col trucco (spesso il menu turistico è solo una pizza con bibita e al prezzo esposto va aggiunto il coperto, che può costare anche due euro a testa), piatti riscaldati col microonde, pizze surgelate fatte passare per fresche, posate aggiuntive che vengono calcolati come coperti in più. "Non solo - scrive ad esempio un utente - qualche ristorante non accetta le carte di credito (ma per questo non c'è un obbligo preciso, ndr) ma neanche emette gli scontrini". "Certe attività - conclude un altro- servono solo a spennare i turisti".

Flavia Pagliochini

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