Doppia fuga e Mohoric conquista Gualdo Tadino, crolla Chaves

Mohoric in trionfo (LaPresse)

CICLISMO

Doppia fuga e Mohoric conquista Gualdo Tadino, crolla Chaves

15.05.2018 - 23:24

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In fuga per la vittoria. Anzi, due volte in fuga per la vittoria. Matej Mohoric aveva segnato col circoletto rosso la tappa del 15 maggio, la frazione ondulata da Penne a Gualdo Tadino, la più lunga di questa edizione del Giro d’Italia. E ha fatto centro, cogliendo un prestigioso successo, il secondo in un grande giro dopo quello della Vuelta nel 2017. Il corridore della Bahrain-Merida ha battuto in uno sprint a due il tedesco Nico Denz, l’unico in grado di restare sulle sue ruote nei 40 km finali, in una frazione pazza - di quelle che solo la corsa rosa sa offrire - corsa a ritmi forsennati e che ha visto il tracollo di Esteban Chaves, staccatosi fin dai primi chilometri, sulle pendenze del Fonte della Creta, salita di seconda categoria, e protagonista suo malgrado di un lungo calvario per le oltre sei ore durante le quali è rimasto in sella alla sua bici. Lo scalatore colombiano, secondo fino al giorno di riposo dietro al compagno di squadra Simon Yates, ha ceduto di schianto a causa di un problema di allergia che lo ha colpito anche alla gola, perdendo oltre 25’ (25’26") e uscendo definitivamente dalla classifica generale. Per lui il sogno in rosa si è spezzato sull’Appennino.
"Questo è il Giro, pochi giorni fa è stato uno dei giorni più belli, adesso è dura per il morale. Questa però è la vita, abbiamo la maglia e questo è l’importante", ha dichiarato subito dopo il traguardo il Colibrì, trionfatore sull’Etna nel primo arrivo in salita di questa 101/a edizione. "Non avevo forze, non sono riuscito a stare con il primo gruppo in salita, abbiamo provato a rientrare ma questo è il Giro ed è per questo che è così bello", ha ammesso il ciclista della Mitchelton-Scott, intenzionato ora ad aiutare il compagno di squadra Simon Yates a portare la maglia rosa fino a Roma. "L’obiettivo non cambia, siamo qui per questo - ha assicurato - Continuiamo così". Proprio il gran ritmo del Team Sky ha messo in crisi Chaves. "Questa è la corsa, non aspetta nessuno - ha evidenziato Chris Froome - È stata una tappa molto dura, abbiamo visto tanti scatti alla partenza".
La maglia rosa ha guadagnato altri tre secondi sui diretti rivali, Tom Dumoulin in primis, aggiudicandosi uno sprint intermedio ("non ho paura della terza settimana ma della cronometro, so che perderò un po' di tempo") e dimostrando di non lasciare nulla di intentato, ma non può esser felice visto il tracollo del compagno di squadra. "Sono molto dispiaciuto per lui perché so che ha lavorato molto duramente per questo Giro - ha raccontato Yates - Per quanto riguarda le tattiche, avrei preferito che fosse ancora lì, avremmo potuto giocarci più carte". Alla fine quindi il più soddisfatto di tutti resta proprio Mohoric, che dopo un primo tentativo dopo pochi chilometri annullato dal gruppo è ripartito ai meno 40 km dall’arrivo rispondendo allo scatto di Villella per poi raggiungere Frapporti, uscito in avanscoperta solitaria, e battere in volata Nico Denz. "È stata una giornata speciale, avevo già segnato questa tappa quando ho visto il percorso del Giro - ha ammesso lo sloveno classe ’94, due volte campione del mondo nelle categorie giovanili - Ho provato ad andare in fuga, però dietro purtroppo si è staccato Chaves e sono venuti a prenderci. Mi sono sentito bene tutto il giorno, non ho speso tanto, poi sull’ultima salita ho visto partire Villella e la squadra mi ha dato il via libera per andare. Sono molto contento di aver sfruttato l’occasione". 

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