Partiti senza giustificazioni

25 luglio 2012

25.07.2012 - 19:21

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Malgrado la tassazione, diretta e indiretta, abbia raggiunto anzi superato il limite insopportabile del 70% del reddito delle persone normali e malgrado il reclamizzato successo di Monti alla conferenza di Bruxelles che avrebbe costretto alla resa la cancelleria Merkell ed i suoi alleati, lo spettro del baratro economico si sta paurosamente avvicinando per l'Italia, in preda alla recessione più nera, alla devastante disoccupazione ed al divario, che ha superato la quota di 500 punti, tra i titoli del debito pubblico nostrano rispetto ai bonds tedeschi.
Questa situazione drammatica in parte è dovuta alla debolezza del governo Monti, i cui componenti non hanno saputo far di meglio che adottare, per far cassa, misure ragionieristiche a scapito delle classi più indifese, lasciando pressoché intatti i santuari di loro estrazione. Ma è dovuta in gran parte alla irresponsabilità dei politici che, con i loro veti incrociati, hanno impedito qualunque necessaria ma seria manovra di effettivo risanamento. I partiti politici attuali non si sono dimostrati strumenti di vera democrazia, ma consorterie egoistiche dedite alla prevalente tutela degli interessi di parte anziché a quelli generali dei cittadini.
Le riforme risanatrici e soprattutto quelle dirette ad eliminare gli sprechi della politica e del carrozzone istituzionale, sono state di fatto impedite od osteggiate oltre la resistenza del pavido governo Monti. Non si sono soppresse le migliaia di enti inutili, vero e proprio rifugio dei giubilati della politica e fonte di voragini nella spesa pubblica. Non si sono soppressi nel parlamento e negli enti locali, i gruppi politici che richiedono miliardi di spesa. Non si sono semplificate le costosissime procedure burocratiche che, per sperimentata esperienza, intralciano anziché facilitare, ogni proficua iniziativa delle imprese e dei cittadini. Non si sono tagliate le spese militari e soprattutto quelle contrarie allo spirito pacifico della nostra costituzione. Non si è attuata ancora la promessa di riforma istituzionale, grazie alla quale, mediante opera di necessaria e moderna semplificazione, si sarebbero potute risparmiare tante risorse da impiegare in modo più proficuo.
Non si è intrapresa una seria manovra contro gli sprechi, soprattutto nel campo dei farmaci, degli approvvigionamenti della pubblica amministrazione, delle consulenze ecc... Non si è compiutamente realizzata una lotta contro la corruzione, contro l'economia sommersa ed in particolare contro quella criminale, contro la speculazione selvaggia ecc...
Si può dire che il governo Monti è stato insediato da poco. Ma a distanza di nove mesi, tenendo conto della pressante emergenza, c'era da aspettarsi di più che l'adozione di soli pannicelli caldi. Quelli che non hanno giustificazione alcuna, se non di mera demagogia e di mero interesse di bottega, sono i partiti politici attuali che giustamente meritano la sfiducia di tutti i cittadini onesti, che vedono clamorosamente delusi le proprie aspettative.

Giorgio Casoli

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