Gianfranco Rosi, il campione capace di rinascere

Gianfranco Rosi, il campione capace di rinascere

Una vera icona dello sport di tutti i tempi che ha stupito il mondo per la volontà di rialzarsi ogni volta che veniva dato per finito

18.06.2013 - 14:27

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L'Umbria è stata per decenni la culla del pugilato italiano e la nascita del Corriere dell'Umbria ha accompagnato e portato a conoscenza dei tanti appassionati le gesta del più grande campione che la regione abbia mai avuto. Gianfranco Rosi, il pugile nato ad Assisi il 5 agosto del 1957, è stato uno dei più longevi rappresentanti della noble art ed uno degli sportivi umbri che ha raggiunto i più alti risultati in carriera. Gianfranco, ragazzino dal fisico gracile, va in palestra per "fare un po' di muscoli" ma i suoi maestri, Franco Falcinelli prima e Giovanni Bocciolini dopo, si accorgono del suo talento e lo spingono a fare la scelta di vita nello sport.
Già nel 1976Rosi conquista da dilettante il titolo italiano dei pesi superleggeri e poi i successi vengono uno dietro l'altro. Rosi ripaga quelli che gli sono stati intorno,compreso l'impareggiabile amico-sponsor Alvaro Chiabolotti, raggiungendo tutti i traguardi. Quando il Corriere dell'Umbria muove i suoi primi passi, anche Gianfranco Rosi si affaccia al professionismo e le sue gesta, grazie anche alla generosità di Alvaro Chiabolotti, cominciano ad essere conosciute pure all'estero, soprattutto in Francia dove sono frequenti gli incontri organizzati a Cannes e dintorni. Il grande salto è la conquista del titolo europeo il 7 luglio 1984 a Perugia contro lo spagnolo Perico Fernandez. Sembra un sogno finalmente coronato, ma la terribile doccia fredda viene dalla sconfitta per ko contro l'inglese Honeyghan nel gennaio 1985. In pochi credono che Rosi possa riprendersi, invece il 28 gennaio 1987 Gianfranco strappa il titolo europeo dei pesi medi al superfavorito britannico Pyatt.
Sempre nel 1987 dopo due difese vittoriose del titolo continentale arriva l'apoteosi: la conquista della corona mondiale Wbc a Perugia contro il messicano Lupe Aquino. E' il 2 ottobre 1987 ed è trionfo. Ma dopo pochi mesi, nel 1988, l'8 luglio, a Sanremo, arriva un duro ko contro Don Curry. A questo punto punto nessuno crede più nelle possibilità del trentenne pugile umbro tranne pochi amici tra cui l'inseparabile Giovanni Bocciolini e Alvaro Chiabolotti che affronta le spese di una rischiosa trasferta negli Usa per tentare il colpaccio.
E Rosi fa il miracolo: il 15 luglio 1989ad Atlantic City batte il detentore del titolo Ibf Van Horn e torna in Italia con la corona. Da qui la leggenda di Rosi va avanti con un record di difese impressionante. Saranno 11 i match mondiali vinti. Poi nel 1994 a Las Vegas la sconfitta iridata contro Vincent Pettway. Rosi però vuole continuare e nel 1995 vince a Liverpool la sfida per il titolo iridato Wbo contro Verno Phillips. Ma scoppia il caso doping e Rosi non avendo superato il test, si vede togliere il titolo che viene riassegnato a Phillips.
incontrano di nuovo ma l'inglese vince ai punti e Rosi, a quaranta anni, annuncia ufficialmente il ritiro dalla carriera. Sembrerebbe una storia di sport finita ma, a sorpresa, dopo sei annidi stop, nel2003GianfrancoRosi annuncia il suo clamoroso ritorno, sempre con Giovanni Bocciolini e Alvaro Chiabolotti al suo fianco. La federazione italiana non prevede visti a pugili di questa età e quindi Rosi si tessera all'estero e comincia a boxare il 14 dicembre a Fiume contro il rumeno Sebe, poi seguiranno altri incontri sempre all'estero, a Belgrado e a Budapest doveRosi sembra dimostrare la sua assoluta competitività a livello internazionale. Intanto però si incrinano i rapporti all'interno dello staff e c'è un nuovo divorzio da Chiabolotti.
Rosi affronta così i suoi ultimi match senza lo sponsor di sempre. Ad Amburgo l'incontro salta per una febbre improvvisa e a San Marino contro il francese Roselia, Rosi, dopo essere stato in vantaggio ai punti, subisce un terrificante ko nel finale che lo costringe al ricovero in ospedale. E' il 2006 e la carriera agonistica di Rosi finisce qui. Gianfranco poi ha continuato ad interessarsi al pugilato prima venendo eletto consigliere federale e poi come tecnico federale nazionale. Incarichi che il pugile umbro ha ricoperto con grande professionalità ed impegno costante. Un modo diverso di vivere il mondo della boxe, fuori dal ring invece che tra le corde. Ma per la storia del pugilato e dello sport umbro rimarrà per sempre ...un mito ineguagliabile.

Roberto Sabatini

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