Dal Grifo dei miracoli di Franco D’Attoma all’era firmata Ghini

Dal Grifo dei miracoli di Franco D’Attoma all’era firmata Ghini

Dalle storiche presidenze che hanno lasciato il segno fino alle serie minori e al fallimento: ma ora i grifoni ripartono

21.05.2013 - 16:49

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E' un Perugia che flirta con la storia e con i vertici del calcio italiano quello che il Corriere, appena affacciatosi nel mondo dell'editoria, inizia a raccontare nel 1983. Il 6 giugno, un lunedì, il giornale riporta le dimissioni di Franco D'Attoma, il presidente gentleman che con Ilario Castagner, Silvano Ramaccioni e Spartaco Ghini ha costruito il Perugia dei miracoli, la provinciale che ha stupito il calcio italiano, sfidato a mani nude le sue potenze più affermate, rivoluzionato le sue logiche commerciali.
D'Attoma, dal 1974, ha pilotato il Perugia lungo una strada gloriosa: prima promozione in A nel 1975, ospitata in uno stadio che Ghini ha costruito in tre mesi con la sua Sicel; una cavalcata che ha visto il Perugia nel 1979 contendere addirittura lo scudetto al Milan e chiudere il campionato imbattuto, primo della storia nei tornei a girone unico; infine, l'innovazione dirompente della prima casacca "griffata" da un marchio commerciale, quel pastificio Ponte fatto passare per sponsor tecnico per aggirare brillantemente un divieto che presto cadrà. Ora D'Attoma lascia, un'epoca si chiude: il Perugia, precipitato in B nel 1981dopolo scandalo del primo Totonero, passa nelle mani di Spartaco Ghini, il sanguigno imprenditore tifoso che sente come un dovere quello di restituire il Perugia alla A e la A al Perugia.
Ghini sfiora l'impresa di un punto nel 1985 con Agroppi allenatore, ma un anno dopo resta coinvolto nel Totonero bis che sprofonda la squadra, retrocessa sul campo in C, nel limbo della C 2. Il Corriere documenta con dovizia di particolari anni di anonima e faticosa navigazione, finché nel 1991 il giornale registra l'alba di una nuova, vulcanica presidenza, quella di Luciano Gaucci, durante la quale il Perugia torna in serie A, la perde, la riconquista. Una nuova stagione dei miracoli appare all'orizzonte con Serse Cosmi e con la sua squadra dei giovani, capace di un calcio frizzante che porta risultati.
L'incantesimo si spezza però nel 2004 con una retrocessione in B che chiude l'era Cosmi e affretta la fine di Gaucci. Nel 2005, anno del centenario, la società imbocca la via delle vicissitudini economico giudiziarie che la vedono fallire due volte e, nel 2010, perdere l'affiliazione alla Figc. Ripartito da zero con l'imprenditore cannarese Roberto Damaschi, il Perugia torna in C1 e si gioca proprio in questi giorni l'approdo alla B nella lotteria dei play off. L'amministratore unico Massimiliano Santopadre, ora al timone dei grifoni, avverte probabilmente il peso di una missione da compiere e l'ansia impaziente dei tifosi: il Corriere, che iniziò a raccontare il Perugia a cavallo tra due storiche presidenze trent'anni orsono, augura a se stesso e ai grifoni di poter testimoniare il nuovo esaltante capitolo di una saga che non cessa di affascinare.

A cura di Angelo Preziotti

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