Grazie davvero, Corriere!

Grazie davvero, Corriere!

di Antonio Carlo Ponti, primo direttore del Corriere dell'Umbria

18.05.2013 - 16:21

0

Marzo 1821? No, non esageriamo! Marzo 1983. Entra nella mia stanzetta, al sottotetto di Palazzo Cesaroni, Luciano Moretti che mi apostrofa: "Carlo, te la senti di dirigere un quotidiano?". Sono basito. Rispondo subito: "Mi dai cinque minuti?". "Anche dieci". È così, alla grossière, più o meno, che trent'anni fa divenni direttore responsabile del "Corriere dell'Umbria". Il giornale tutto umbro uscirà il 18maggio, dopo un foglio promo di otto pagine dedicato alla Festa dei Ceri. L'editore è di Gubbio, si chiama Leonello Mosca, ed è ovviamente molto intelligente e "matto da legare". Ci parlo, davanti a una falange, in senso anatomico, di possibili, probabili, eroici, incauti inesperti cronisti. Espongo la cosiddetta linea del giornale, che era quella di non averne. Mi rendo conto all'istante che l'avventura di carta (stampata) avrebbe bisogno della fantasia avveniristica di Jules Verne, e invece viviamo in un garage sotterraneo, una specie di bunker illuminato dal neon a tutte le ore, nessuno conosce a fondo come si confezioni un giornale, l'unico dato certo è che "quotidiano", salvo errore, significa "tutti i giorni". Toh! La notizia della nascita di un giornale umbro, in un panorama dominato da due antiche testate come "La Nazione" a Perugia e a Terni "Il Messaggero", è una notizia, ma nessuno del giro conosce miei meriti giornalistici particolari e distintivi, sicché Marcello Monacelli mi presenta come "Direttore di una collana di libri di poesia", come dire un tipo che ha la testa sulle nuvole, un alieno.
Quando lo incontravo gli domandavo: "Chi sono io?". E lui: "Un direttore di...". "Marcè! L'importante è esser direttore di qualcosa...". Ci divertivamo un mondo io e il Bossolino, ma io non mi divertii quando, da Roma, al telefono mi fu detto che al Circolo della Stampa non era più possibile svolgere la conferenza- stampa perché non ero professionista. In bocca a quel "collega" il termine pubblicista suonò come razzista o stupratore, va da sé professionista. Insomma, il modo ancor m'offende. Dolorosamente, vista la sua tragedia personale, rammento l'intervista che mi fece, sotto le logge del palazzo della Prefettura, Lamberto Sposini subito dopo la débacle della Dc. Gli auguro di cuore di tornare fra di noi.
Sono vecchio, oggi, beh!, diciamo anziano di secondo grado, e la memoria è la sola armache si possiede quando l'anagrafe congiura contro di noi. E a dire il vero nemmeno tanto. Ad esempio certi nomi mi sfuggono, sì, devo sforzarmi per collocarli nella casella giusta del volto portante che invece ho chiaro in mente. Ma ricordo alla perfezione Pippo Franco e la sexy Laura Troschel, che incontravo negli adiacenti studi televisivi, dove regnava il Mosca, intento a trafficare con anelli e ori cartellinati che offriva durante televendite allietate dalle gambe strepitose dell'attrice e dal naso ciranesco di Pippo.
"Qui si raccolgono i soldi per mantenere voi giornalisti", scherzava. Io rispondevo, serio serio, chela miseria che mi dava non mi bastava per le sigarette (allora fumavo come un turco). Qualche volta, la faccia adirata, i baffi tremanti, il Mosca, dopo avermi edotto che è meglio avere un miliardo di lire di debito che non cinquantamila, entrava nello stanzone dove la redazione lavorava open, a strillare che si faceva un uso scellerato dei menabò, ossia dei fogli sui quali si tracciano le pagine del giornale. Allora io uscivo dal mio box e dicevo che il direttore ero io e rimanesse nei suoi appartamenti a giocare con l'avanspettacolo e con le aste tarocche.
Mosca faceva dietrofront borbottando un "non finisce qui". Finì in agosto, quando richiamato à l'ordre dal datore di lavoro- "quando la finisci di trastullarti con il giornalismo, anche se è mestiere che è sempre meglio di lavorare?" –mi dimisi, congran giubilo di Mosca, portandomi dietro qualche querela, cui Mosca nonvolle ottemperare, per cui finimmo in vertenza, e sento il dovere di ringraziare Marzio Modena, avvocato dell'editore, che costrinse ai suoi doveri, almeno scritti nella prassi.
A distanza di sei lustri, che sono trenta anni, l'avventura vive in me sospesa tra il surreale e il comico, se rivado indietro ai tanti episodi di ansia di non "chiudere", che è il momento di gioia quasi sensuale con il pezzo di carta, ora pdf, che fra pochissime ore sarà nelle edicole a raccontare i fatti e i misfatti, il dolore e la felicità, la realtà e il sogno. Almeno nelle intenzioni separando le opinioni dalle avvenute. Oggi, mai tagliato da me l'amore per il "miogiornale", tranne il periodo molto lungo dell'ostracismo moschiano eccetera, sono tornato a scrivere con Anna Mossuto e con Riccardo Regi sulle sue pagine così diverse da quelle antiche, costruite con il positivo che si incollava in strisce per divenire poi pellicola da portare di corsa a Città di Castello per la stampa. Oggi, grazie a loro e alla redazione tutta, sono, o mi illudo di esserlo, una "firma", un cronista che si spende per dare un volto, anche etico, al giornale, avendo, come diceva Indro Montanelli, per padrone soltanto il lettore. Nel 1983 ero molto più giovane, non ero nonno, e non so se l'Italia fosse allora migliore, se la nostra vita fosse incastonata nel migliore dei mondi possibili.
Molto, forse troppo  è mutato. Siamo avvolti da nubi o bolle di web e di cellulari, di pc e di tablet, di streaming e di algoritmi, ma la noia è forse la medesima, medesima l'angoscia del domani. L'immoralità e l'illegalità credo siano cresciute. Ma bisogna essere fiduciosi, ovviamente non con l'animo dell'omino di Altan: "Sono davvero ottimista, vedo il bicchiere mezzo pieno di m.". Grazie "Corriere" che mi hai dato, che mi dai ancora tanto!

A cura di Antonio Carlo Ponti

Condividi le tue opinioni su Corriere dell'Umbria

Caratteri rimanenti: 400

Più letti oggi

Mediagallery

Se il rapper Ghali diventa il protagonista di "Assassin's Creed"

Se il rapper Ghali diventa il protagonista di "Assassin's Creed"

Il rapper italiano Ghali, che sta scalando le classifiche delle hit più ascoltate e che vanta decine di milioni di visualizzazioni su Youtube, è stato scelto dal leader dell'intrattenimento digitale Ubisoft per rendere omaggio all'ultimo capitolo della saga di "Assassin's Creed" (Assassin's Creed Origins), il videogioco da 110 milioni di copie, in uscita il 27 ottobre. Ghali veste i panni del ...

 
Egitto in lutto commemora 75esimo della battaglia di El Alamein

Egitto in lutto commemora 75esimo della battaglia di El Alamein

El Alamein (askanews) - Le autorità egiziane e più di 35 delegazioni straniere hanno commemorato il 75esimo anniversario della battaglia di El Alamein del 1942, importante vittoria alleata sui nazisti, in un Egitto in lutto per la morte ieri in un attentato di almeno 35 poliziotti. La cerimonia si è svolta al cimitero della Commonwealth War Graves Commission, dove riposano i resti dei soldati ...

 
Ue, Boccia a Berlusconi: no doppia moneta, nodo è produttività

Ue, Boccia a Berlusconi: no doppia moneta, nodo è produttività

Capri (askanews) - Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, boccia la proposta di doppia moneta lanciata dal leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, dal palco del convegno dei giovani imprenditori. "No, non ci convince la doppia moneta - ha detto Boccia a margine del meeting degli under 40 di Confindustria - riteniamo che possa incrementare solo elementi inflattivi. La grande sfida del ...

 
Bilancio positivo per il "Concerto dai balconi"

Il centro torna a vivere

Bilancio positivo per il "Concerto dai balconi"

A Terni ha colto nel segno il "Concerto dai balconi" che ha richiamato tantissime persone in piazza del Mercato fino alla tarda serata di sabato 21 ottobre. Le performance ...

22.10.2017

Concerto dai balconi di piazza del Mercato

Tanta gente in centro

Concerto dai balconi di piazza del Mercato

A Terni, fino alla tarda serata di sabato 21 ottobre, si è svolta con grande successo, in piazza del Mercato, l’iniziativa "Concerto dai balconi", organizzata ...

21.10.2017

Marco Della Noce rovinato dalla separazione: il comico di Zelig ora vive in auto

Il fatto

Marco Della Noce rovinato dalla separazione: il comico di Zelig ora vive in auto

Dalla fame all'indigenza. E' la storia di Marco Della Noce, celebre comico di Zelig. Il cabarettista, del quale è impossibile dimenticare il personaggio di Oriano Ferrari, ...

19.10.2017