Napolitano: “La società ha bisogno dello spirito di Assisi” - FOTOGALLERY

Il Capo dello Stato ad Assisi in occasione della ricorrenza del Santo Patrono d’Italia

06.10.2012 - 20:45

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Assisi come città dell'incontro, del confronto e del dialogo. Un luogo dove anche i non credenti si uniscono con ideali universali, del vero senso dell'umanità, del futuro e della speranza dei giovani. Il Presidente Giorgio Napolitano ha espresso un messaggio chiaro: "Abbiamo bisogno in tutti i campi di apertura, di reciproco ascolto e comprensione, di avvicinamento e unità nella diversità. Abbiamo cioè bisogno dello spirito di Assisi".

Servizio completo all'interno dell'edizione del Corriere dell'umbria
A cura di Marina Rosati



La giornata del Presidente ad Assisi
Tanta l'emozione ad Assisi per l'arrivo del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del cardinal Ravasi, in occasione del convegno "Dio questo sconosciuto", interessante dialogo tra credenti e non credenti, moderato dal direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli. Tanti applausi e forse anche un po' di apprensione, visto l'allarme di ieri sera per un falso pacco bomba.
Napolitano incita a recuperare i valori persi Prima di prendere parte al confronto con monsignor Ravasi, Napolitano ha dato subito la soluzione secondo lui alle diversità di religione e di cultura: "Il messaggio di Assisi – ha detto – è chiaro. Il messaggio è il dialogo. Dalla schiettezza del dialogo possono venire nuovi stimoli e un rilancio morale del Paese".
Oltre che nel dialogo, il presidente della Repubblica ha identificato nella riappropriazione di un forte senso morale, la strada da percorrere per affrontare l'attuale periodo di crisi dell'economia e dei valori. "C'è un acuto bisogno oggi, come in pochi altri momenti della storia recente, - ha dichiarato al pubblico di Assisi - di una ripresa di slancio ideale e di un senso morale". "L'Italia – ha continuato - deve affrontare prove aspre per la crisi finanziaria ma quel che acuisce l'incertezza e produce grave disorientamento è l'inadeguatezza del quadro politico. I tanti fenomeni di degrado del costume e di scivolamento nell'illegalità, - ha dichiarato il presidente -, insieme ad annose inefficienze istituzionali ed amministrative, provocano un fuorviante rifiuto della politica". E allora ecco che arriva l'appello per tutti, politici e non, a cercare e perseguire il bene comune. "Nell'attuale fase di profonda incertezza e inquietudine - ha spiegato -, la società italiana ha bisogno che venga rivisitata e riaffermata più fortemente la nozione di bene comune e quella di interesse generale".
Il cardinal Ravasi: "Il male peggiore è l'amoralità" A proposito della mancanza di valori il cardinal Ravasi ha condiviso con il presidente della Repubblica la necessità di tornare ad un maggior senso di moralità. "I nostri giorni – ha dichiarato Ravasi - non sono più immorali del passato, però abbiamo una malattia peggiore che è quella della amoralità, della totale indifferenza, superficialità e banalità per cui il colore che domina è il grigio ed è per questo che si ha anche l'arroganza nel mostrarsi immorali". "Questo vuoto, cioè il nulla - ha aggiunto Ravasi - noi vogliamo colmarlo e le parole che abbiamo ascoltato (riferendosi al discorso di Napolitano ndr) riescono a colmare il vuoto e quindi a continuare a farci sperare nell'umanità".
No a contrapposizioni tra credenti e non credenti Nel periodo storico attuale l'Italia deve mettere in campo, secondo Napolitano, ulteriori sforzi. "Una convergenza di sforzi, però, che rischierebbe di essere resa più ardua, se non compromessa, dall'insorgere di contrapposizioni tra forze che si ponessero come rappresentanti sul terreno politico dei credenti o degli osservanti, da un lato, dei non credenti o non osservanti dall'altro, in particolare su questioni controverse e delicate inerenti a scelte soggettive delle persone e dei rispettivi nuclei famigliari. Mi auguro perciò – ha aggiunto Napolitano – che sia possibile affrontare tali questioni fuori da antitetiche rigidità pregiudiziali e anche da forzose strettoie normative. Abbiamo bisogno in tutti i campi di apertura, di reciproco ascolto e comprensione, di dialogo, di avvicinamento e unità nella diversità. Abbiamo bisogno, cioè, dello spirito di Assisi". E a proposito di scelte religiose il presidente della Repubblica precisa: ''Ho avuto un'educazione religiosa e ho attraversato la mia adolescenza con i riti religiosi, ma mi sono distaccato da una prassi che di per sè non garantiva la risposta ai miei interrogativi e mi sono calato in un'altra vita, che prescindeva da quella domanda".
La presidente Marini a Napolitano: "Grazie per il sostegno alle Regioni"  Ad Assisi è intervenuta anche la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini. "Stiamo vivendo giorni difficili, - ha detto - nei quali condotte illegali e immorali colpiscono l'immagine ed il ruolo del sistema delle autonomie locali. Dobbiamo avere la forza di reagire con rigore e determinazione ma anche essere capaci di salvaguardare il ruolo delle autonomie locali che hanno saputo esaltare quelle virtù civiche delle comunità locali tradotte nella capacità di fare impresa, tutelare l'ambiente e il proprio territorio, difendere il paesaggio, promuovere reti di solidarietà sociale". La presidente poi rivolgendosi a Napolitano ha detto: "Grazie per il sostegno e l'incoraggiamento che ci ha rivolto nei giorni scorsi, per l'assunzione di provvedimenti urgenti volti a salvaguardare il ruolo dell'istituzione regionale dalle degenerazioni a cui stiamo assistendo in queste settimane".

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