1997-2012: a quindici anni dal sisma, completato il 99% degli interventi. Marini: "Una dura prova per tutti"

Undici le vittime, decine e decine di feriti, 76 comuni coinvolti, 33mila edifici danneggiati e oltre 22mila persone costrette a lasciare la propria abitazione FOTOGALLERY

27.09.2012 - 09:05

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Quindici anni fa, il 26 settembre 1997, due forti scosse di terremoto ferirono l'Umbria. La prima in piena notte, alle 2.33 (magnitudo 5,8, epicentro Cesi); l'altra qualche ora più tardi, alle 11,42 (magnitudo 6,1, epicentro Annifo). Devastante il bilancio: undici vittime, decine e decine di feriti, 76 comuni coinvolti, 33mila edifici danneggiati e oltre 22mila persone costrette a lasciare la propria abitazione. Lo sciame sismico durò fino alla primavera del 1998 mettendo a dura prova gli umbri con ben mille scosse. A distanza di 15 anni, mentre nei centri principali colpiti dal terremoto si susseguono iniziative e manifestazioni per ricordare quel difficile periodo, la ricostruzione può dirsi praticamente conclusa. L'Umbria, protagonista di una rinascita a tempo di record e da tutti indicata come un esempio, ha potuto contare complessivamente su 5 miliardi e 300 milioni di euro.

L'intervento della presidente Marini La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, in occasione del quindicesimo anniversario del terremoto, rivolge innanzitutto il suo pensiero alle vittime, rinnovando "il cordoglio per quelle vittime, per i due frati,  Angelo Lapi e Zdzislaw Borowiec, ed i due tecnici della Sopraintendenza ai Beni culturali,  Bruno Brunacci e Claudio Bugiantella, che morirono nel drammatico crollo delle volte della Basilica di San Francesco ad Assisi". Per la presidente Marini, il terremoto rappresentò per l'Umbria una "dura ed impegnativa prova", in quanto – al di là del ridotto numero di vittime – alcune decine di migliaia di persone persero la loro casa, molti edifici pubblici e di culto rimasero inagibili, il sistema delle imprese locali subì danni diretti e indiretti: "In questi quindici anni – sottolinea - l'Umbria è stata ricostruita. Sicurezza, qualità e trasparenza sono stati i punti qualificanti della nostra opera di ricostruzione che ha anche rappresentato una occasione per definire e sperimentare un quadro normativo che ha introdotto significative innovazioni, grazie alle quali ogni intervento di ricostruzione ha potuto essere realizzato nel rispetto delle più moderne tecniche antisismiche".
Infine, in Umbria la ricostruzione ha significato un'occasione per elevare il livello della trasparenza nella pubblica amministrazione. "L'opera di ricostruzione – sottolinea la presidente Marini - ha visto l'impiego di ingenti risorse pubbliche che dovevano essere utilizzate nel modo più corretto e trasparente. Anche in questo abbiamo cercato di garantire il massimo del rigore nell'utilizzo dei fondi pubblici, ed abbiamo sperimentato pure l'innovativa pratica del Documento unico di regolarità contributiva, per  garantire quanto più possibile i lavoratori ed impedire allo stesso tempo alle imprese edili non in regola di accedere a contratti d'appalto per gli interventi di ricostruzione".
Nel pomeriggio di oggi la presidente Marini parteciperà  alle iniziative organizzate ad Assisi per ricordare l'anniversario del sisma, nell'ambito delle quali verrà conferita la cittadinanza onoraria ad Antonio Paolucci. "Voglio cogliere questa occasione per ringraziare ancora il professor Paolucci per l'opera svolta in qualità di Commissario straordinario per la ricostruzione della Basilica – conclude la presidente della Regione Umbria - e per aver dato via a quello che fu definito 'il cantiere dell'utopia', grazie al quale fu realizzato uno degli interventi più difficili e complessi di ricostruzione e recupero di un patrimonio inestimabile, come la Basilica di San Francesco e i suoi affreschi".  

 

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